Mi piacerebbe raccontare in audio i sogni che ultimamente accompagnano le mie notti. Non sono sogni d'oro e la colonna sonora potrebbe essere questa, Stravinsky.
Sono sogni da cui stamattina il campanello mi ha svegliato ma io non ho fatto in tempo a vedere e capire chi fosse, sparito chi ha disturbato il mio sonno e al tempo stesso m'ha salvato dai miei incubi.
Dunque... forse è la stessa mano quella che interrompe un sogno e quella che ci tira fuori da una realtà, pure se onirica, per farci vivere la nostra vita. Non rovina, salva. Non guasta la festa per sempre ma rimette ordine alle cose. Vorrei riuscire a vedere in questo modo tutti quelli che mi sembrano ostacoli alla realizzazione dei miei sogni, appunto. Troppo?
Un'intuizione che volevo condividere, uscendo sempre un po' troppo dai confini del blog. Ma è sabato, le settimane sono piene piene, il blog l'aggiorno meno di frequente e oggi mi prendo questo spazio di libertà rischiando di sembrare off topic a casa mia.
Di cosa sto parlando, in realtà? Di ogni mancato sì a un progetto, per esempio, per mano di qualcuno che non corrisponde alla nostra volontà. Ma qui arriva l'intuizione di stamattina: approfittare di quella mano sul campanello per aggiustare il tiro, ricominciare il progetto dentro il no ricevuto e non contro di esso, sia un rifiuto d'amore sia un rifiuto di lavoro, rimettendo in azione le risorse interiori. Come i sogni;-)
Fatti, idee e iniziative sull'ascolto. A cominciare da un racconto sonoro su lavoro e precariato che porta lo stesso nome di questo sito. Anzi, visto che è nato prima, chiede più spazio per farsi ascoltare...
sabato 18 maggio 2013
sabato 11 maggio 2013
La festa della mamma il giorno prima
Alla festa della mamma voglio cambiare nome, l’unico modo per festeggiarla anche io che madre non sono. La chiamo festa della donna in attesa, incinta da ogni tempo, il parto che non coincide con l’uscita ma è perenne concepimento. Pulsione costante, grida. Nessun uomo durerebbe tanto.
Pienezza di vita, tanta acqua, fatica e respiro, tutto prima. Non participio passato, compiuto e quindi perfetto, è ancora ferita quella vita che continua e che resta forma informe.
Qualcuno dice che non è mai pronta e la festa da rimandare, è che le piace preparare, la farina messa a cono sul tavolo della cucina, l'albero di Natale.
Guarda le bambine in biblioteca che il padre chiama ragazze e loro si aggiustano i capelli e toccano la carta, ride al pallone di quel figlio che gli rotola sui piedi e che l’annusa come madre ragazza. Hanno la faccia delle benedizioni, non sente contraddizioni.
La donna in attesa non porta sempre vestiti larghi e la pancia gonfia, anche se ogni bene passa da lì. Con le energie ci cova i sogni, che non si conoscono mai del tutto, imperfetti violenti come radici storte che irrompono nell’asfalto. Chiede solo un tempo per coccolarli, anche se non hanno il fiocco rosa o azzurro che li annuncia, per i segni c’è la sabbia e poi c'è la tomba.
Se il tempo non glielo danno tira giù le lacrime, perché s'è arresa a essere umana e a far uscire ogni giorno qualcosa di sé.
Buona festa della mamma a chi nove mesi non bastano per far nascere un figlio, a chi senza sangue partorisce ogni giorno un'idea, l'intuizione, quel progetto da seguire senza nome, che suona strano. Buona festa a chi riconosce un altro e se lo porta dentro, proprio come una mamma fa ora in ogni tempo.
Pienezza di vita, tanta acqua, fatica e respiro, tutto prima. Non participio passato, compiuto e quindi perfetto, è ancora ferita quella vita che continua e che resta forma informe.
Qualcuno dice che non è mai pronta e la festa da rimandare, è che le piace preparare, la farina messa a cono sul tavolo della cucina, l'albero di Natale.
Guarda le bambine in biblioteca che il padre chiama ragazze e loro si aggiustano i capelli e toccano la carta, ride al pallone di quel figlio che gli rotola sui piedi e che l’annusa come madre ragazza. Hanno la faccia delle benedizioni, non sente contraddizioni.
La donna in attesa non porta sempre vestiti larghi e la pancia gonfia, anche se ogni bene passa da lì. Con le energie ci cova i sogni, che non si conoscono mai del tutto, imperfetti violenti come radici storte che irrompono nell’asfalto. Chiede solo un tempo per coccolarli, anche se non hanno il fiocco rosa o azzurro che li annuncia, per i segni c’è la sabbia e poi c'è la tomba.
Se il tempo non glielo danno tira giù le lacrime, perché s'è arresa a essere umana e a far uscire ogni giorno qualcosa di sé.
Buona festa della mamma a chi nove mesi non bastano per far nascere un figlio, a chi senza sangue partorisce ogni giorno un'idea, l'intuizione, quel progetto da seguire senza nome, che suona strano. Buona festa a chi riconosce un altro e se lo porta dentro, proprio come una mamma fa ora in ogni tempo.
giovedì 9 maggio 2013
Radio Aut
Il fatto pubblico: 35 anni fa la mafia ammazzò Peppino Impastato. Viveva a Cinisi, Palermo, faceva Radio Aut e viveva a cento passi da quella del suo assassino Tano Badalamenti, come ricorda il titolo del film di Marco Tullio Giordana. La mafia lui non la denunciava soltanto, la derideva, la ridicolizzava, perché l'ignoranza non può comprende competenze comunicative.
Il fatto privato: Pensavo che le bacheche di Facebook dei miei amici oggi fossero invase dai cento passi e tanti altri passi di Peppino, e invece no, solo pochi, sempre gli stessi. Ritrovo Peppino Impastato nel progetto Schermi in classe della Cinemovel Foundation, che dal 2006 con l'associazione Libera organizza Libero Cinema in Libera Terra, festival di cinema itinerante contro le mafie.
Il fatto privato: Pensavo che le bacheche di Facebook dei miei amici oggi fossero invase dai cento passi e tanti altri passi di Peppino, e invece no, solo pochi, sempre gli stessi. Ritrovo Peppino Impastato nel progetto Schermi in classe della Cinemovel Foundation, che dal 2006 con l'associazione Libera organizza Libero Cinema in Libera Terra, festival di cinema itinerante contro le mafie.
sabato 4 maggio 2013
"Felicità è possedere una tessera della biblioteca"
Credo che prendersi del tempo in mezzo alle buste della spesa, alla lavatrice e alle chiacchierate al cellulare pure piacevoli sia sempre un regalo. Stamattina il regalo è stata la sosta alla biblioteca comunale a cui ho richiesto la tessera e il primo libro in prestito.
Ero emozionata e felice come Sally dei Peanuts: "Felicità è possedere una tessera della biblioteca". Felicità è stato anche incontrare tanti bambini che, più avvezzi di me a frequentare il luogo ordinato e colorato, entravano per gustarsi un'ora di lettura tutta per loro. Felicità è stato conoscere la ragazza gentile che mi ha illustrato tutti i servizi della biblioteca, tra cui il prestito interbibliotecario visto che il mio primo libro lì oggi non c'era. Felicità è stato sapere che la biblioteca c'è.
Per un tempo che non è quello dell'orologio sono tornata bambina, la bambina che non sono mai stata, visto che i libri li leggevo poco e solo dentro la mia cameretta, in gran segreto. La lettura pubblica e i luoghi dove trovare la carta che amo ho cominciato a frequentarli da grande, e ogni volta è un grazie a chi si prende cura di loro e di noi.
Mi rimarrà sempre impresso il bambino biondo, occhiali rotondi, che già a cinque anni dice alle impiegate di rimettere l'asciugamano in bagno, perché manca e lui ne ha bisogno come dei libri. Poi ringrazia ed escono, lui e la mamma al seguito.
Ero emozionata e felice come Sally dei Peanuts: "Felicità è possedere una tessera della biblioteca". Felicità è stato anche incontrare tanti bambini che, più avvezzi di me a frequentare il luogo ordinato e colorato, entravano per gustarsi un'ora di lettura tutta per loro. Felicità è stato conoscere la ragazza gentile che mi ha illustrato tutti i servizi della biblioteca, tra cui il prestito interbibliotecario visto che il mio primo libro lì oggi non c'era. Felicità è stato sapere che la biblioteca c'è.
Per un tempo che non è quello dell'orologio sono tornata bambina, la bambina che non sono mai stata, visto che i libri li leggevo poco e solo dentro la mia cameretta, in gran segreto. La lettura pubblica e i luoghi dove trovare la carta che amo ho cominciato a frequentarli da grande, e ogni volta è un grazie a chi si prende cura di loro e di noi.
Mi rimarrà sempre impresso il bambino biondo, occhiali rotondi, che già a cinque anni dice alle impiegate di rimettere l'asciugamano in bagno, perché manca e lui ne ha bisogno come dei libri. Poi ringrazia ed escono, lui e la mamma al seguito.
mercoledì 1 maggio 2013
Buon 1 maggio
| Piccione, foto A. Rapone |
"La libertà, come principio, non è applicabile in alcuna situazione precedente il momento in cui gli uomini sono diventati capaci di migliorare attraverso la discussione libera e tra uguali".
John Stuart Mill, Saggio sulla libertà
domenica 28 aprile 2013
Parole in cuffia, Italia-Svizzera
Il fatto pubblico: Oggi è la giornata conclusiva del Gwenstival, festival internazionale di musica e radiofonia che si svolge in Svizzera, a Chiasso, in FM anche a Lugano, via web supera ogni confine.
"Per due anni avevamo le frequenze per una settimana. Quest’anno per un intero mese, da inizio aprile. Ci si può sintonizzare su 107.2 da Lugano e su 97.3 da Chiasso», dice Alan Alpenfelt, che insieme a Flavio Stroppini ne cura la direzione artistica.
Hasta la vista è la trasmissione condotta da Gerry Longo in onda ogni giovedì sera dalle 22.00 a mezzanotte su formatradio.it, web radio che sperimenta nuovi programmi radiofonici, anche per emittenti locali su cui è rimandata in FM.
Il fatto privato: Giovedì scorso sono stata ospite della puntata di Hasta la vista dedicata a Parole in cuffia. Lo stile della lunga chiacchierata con Gerry Longo è diverso da quello a cui io m'ero abituata sentendomi parlare in altre occasioni radiofoniche, ho fatto almeno due gaffe e un cortocircuito letterario, mi sono emozionata e divertita. Potete risentire il tutto nella puntata in replica lunedì dalle 14.00.
E domani? Come introdurrò al telefono l'audio dramma per gli amici svizzeri in ascolto live o in FM e per tutti via web? Dalle 15.00 su www.gwenstival.com;-)
"Per due anni avevamo le frequenze per una settimana. Quest’anno per un intero mese, da inizio aprile. Ci si può sintonizzare su 107.2 da Lugano e su 97.3 da Chiasso», dice Alan Alpenfelt, che insieme a Flavio Stroppini ne cura la direzione artistica.
Hasta la vista è la trasmissione condotta da Gerry Longo in onda ogni giovedì sera dalle 22.00 a mezzanotte su formatradio.it, web radio che sperimenta nuovi programmi radiofonici, anche per emittenti locali su cui è rimandata in FM.
Il fatto privato: Giovedì scorso sono stata ospite della puntata di Hasta la vista dedicata a Parole in cuffia. Lo stile della lunga chiacchierata con Gerry Longo è diverso da quello a cui io m'ero abituata sentendomi parlare in altre occasioni radiofoniche, ho fatto almeno due gaffe e un cortocircuito letterario, mi sono emozionata e divertita. Potete risentire il tutto nella puntata in replica lunedì dalle 14.00.
E domani? Come introdurrò al telefono l'audio dramma per gli amici svizzeri in ascolto live o in FM e per tutti via web? Dalle 15.00 su www.gwenstival.com;-)
sabato 27 aprile 2013
Come intonaco sul tufo
Non so perché ma io amo Napoli, da tanto tempo. Gli odori e le case, i semafori rossi che ti costringono a passare e gli spaghetti col pesce, i segreti del presepe e la vita in piazza, il mare, gli sconosciuti che incontri per strada e che ti parlano, ti osservano, l'accento e la lingua, quelli che ti accolgono.
Se Roma mi appartiene e la scorsa domenica, 21 aprile, ho festeggiato i suoi natali insieme a tutti quelli, tanti, accorsi al Circo Massimo a ricordare la sua nascita e la sua storia, Napoli mi attira, la rispetto, ne cerco lo spirito.
La scorsa settimana me lo sono andato a cercare, lo spirito di Napoli, in una piccola e bella biblioteca comunale che ha ospitato l'incontro con lo scrittore Erri De Luca, che ha parlato della sua città e di come essa appartenga alla sua materia prima, che è il tufo.
"I poteri per noi sono qualcosa di precario, di inconsistente, come intonaco sul tufo. E il tufo stacca, perché è un materiale indipendente".
Scusate per la registrazione non professionale, la traccia audio che somiglia a uno scopino da bagno e i colpi di tosse per una primavera che ci stringe alla gola: tanta è l'urgenza di riascoltare una voce che mi è amica che spero apprezziate il contenuto più che la forma con cui ve lo propongo (e su cui sto lavorando per imparare a fare meglio anche con registrazioni dal vivo;-)
Di Erri De Luca mi sono portata a casa comunque altre parole:-)
Se Roma mi appartiene e la scorsa domenica, 21 aprile, ho festeggiato i suoi natali insieme a tutti quelli, tanti, accorsi al Circo Massimo a ricordare la sua nascita e la sua storia, Napoli mi attira, la rispetto, ne cerco lo spirito.
La scorsa settimana me lo sono andato a cercare, lo spirito di Napoli, in una piccola e bella biblioteca comunale che ha ospitato l'incontro con lo scrittore Erri De Luca, che ha parlato della sua città e di come essa appartenga alla sua materia prima, che è il tufo.
"I poteri per noi sono qualcosa di precario, di inconsistente, come intonaco sul tufo. E il tufo stacca, perché è un materiale indipendente".
Scusate per la registrazione non professionale, la traccia audio che somiglia a uno scopino da bagno e i colpi di tosse per una primavera che ci stringe alla gola: tanta è l'urgenza di riascoltare una voce che mi è amica che spero apprezziate il contenuto più che la forma con cui ve lo propongo (e su cui sto lavorando per imparare a fare meglio anche con registrazioni dal vivo;-)
Di Erri De Luca mi sono portata a casa comunque altre parole:-)
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