Novità: Parole in cuffia da qualche giorno è entrato nell'audio catalogo della Fonderia Mercury.
Cinque puntate da scaricare e sentire come e dove si vuole.
Sono le cinque parti in cui si struttura la storia ambientata tra radio e call center dell'audio dramma originale nato nel 2011 e concepito qualche anno prima.
Dentro c'è anche il monologo dedicato alle parole.
Se nomen est omen, penso che Fonderia porterà bene a Parole in cuffia per lo spirito e i progetti di contaminazione fra teatro, radio e web che caratterizzano entrambi.
Fatti, idee e iniziative sull'ascolto. A cominciare da un racconto sonoro su lavoro e precariato che porta lo stesso nome di questo sito. Anzi, visto che è nato prima, chiede più spazio per farsi ascoltare...
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sabato 12 aprile 2014
sabato 21 settembre 2013
Wie klingt die Erwartung? Un cortoascolto a Berlino
La settimana prossima vado al Berliner Hörspielfestival, il festival dedicato agli audio drammi, lunghi o corti, originali e che non seguano commissioni o convenzioni radiofoniche. Insomma, a tema libero esprimetevi come volete. E così ho fatto, qualche mese fa, preparando il primo "cortoascolto" dedicato all'attesa. Si chiama Wie klingt die Erwartung? (Che suono ha l'attesa?), dura 4:58, concorre per il Premio ‘Das glühende Knopfmikro’ e, dopo aver passato la selezione della giuria interna, verrà votato dal pubblico in sala nella serata del 27 settembre presso il Theaterdiscounter di Berlino, Klosterstr. 44. Eh già, perché si tratta di un'importante occasione di ascolto collettivo senza cuffie, ad orecchie aperte anzi apertissime.
Finora non sono riuscita a capire quale suono possa avere l'attesa, per questo in cinque minuti propongo flash su esperienze diverse accomunate da un unico leit motiv incalzante: non sprecare il tempo che passa, l'attesa non sta in mezzo a un prima e un dopo ma è il presente che ha valore. Tutto qui, sembra semplice, è difficilissimo.
Non vedo l'ora di farvi ascoltare l'originale tedesco con la voce di Christoph Hülsen e la versione italiana interpretata da Andrea Martella. La musica è quella di Sergio De Vito.
Non vedo l'ora di farvi ascoltare successivi "cortoascolti", sonore pause nelle giornate di fretta che viviamo, immersioni brevi nei temi più cari e comuni con cui ci confrontiamo. Un pizzico di letteratura, quel che basta per salvarci la giornata:-).
E scusate per questo post spot promozionale: non sapevo come altro dirvi che sono contenta che il mio pezzo sia stato selezionato e che se siete a Berlino sarebbe bello incontrarci al Festival.
Finora non sono riuscita a capire quale suono possa avere l'attesa, per questo in cinque minuti propongo flash su esperienze diverse accomunate da un unico leit motiv incalzante: non sprecare il tempo che passa, l'attesa non sta in mezzo a un prima e un dopo ma è il presente che ha valore. Tutto qui, sembra semplice, è difficilissimo.
Non vedo l'ora di farvi ascoltare l'originale tedesco con la voce di Christoph Hülsen e la versione italiana interpretata da Andrea Martella. La musica è quella di Sergio De Vito.
Non vedo l'ora di farvi ascoltare successivi "cortoascolti", sonore pause nelle giornate di fretta che viviamo, immersioni brevi nei temi più cari e comuni con cui ci confrontiamo. Un pizzico di letteratura, quel che basta per salvarci la giornata:-).
E scusate per questo post spot promozionale: non sapevo come altro dirvi che sono contenta che il mio pezzo sia stato selezionato e che se siete a Berlino sarebbe bello incontrarci al Festival.
sabato 2 febbraio 2013
Il suono delle cose
Questa settimana ho fatto un esercizio, ho ascoltato la mia voce. Bassa, lenta e lamentosa nei momenti difficili, acuta e brillante in quelli in cui cercavo contatto, onde anomale nell'incertezza, nella paura e indecisione. Mica mi è piaciuta tanto. E solo per una questione pratica di oggi non la registro, ma lo farò presto e allora sentirete quanto qualsiasi tono esprima tanto altro, tutto quello che si agita dentro e viene fuori. Affascinante.
Poi mi sono imbattuta in questo video, il suono delle cose, più esattamente The Sound of Things, tratto dal libro di William Wondriska. Di più non vi dico, e non per pigrizia, ma per stimolare un po' di curiosità, sicuramente quella che devono avere avuto alla Corraini Edizioni per mettere la musica giusta alle pagine giuste e far esprimere le cose che diventano quindi animate, vive, escono dalla carta e rientrano nelle nostre orecchie come già fanno ogni giorno quando incontriamo il telefono, il treno, l'aero, le forbici... Bravi, semplice capolavoro di fusione tra immagini, font parlanti, suoni.
La prossima settimana controllerò i miei livelli di voce, proprio come si fa col peso, la pressione, la temperatura. Non per il gusto di misurare ma per quello di prendere nota di ciò che succede dentro e di cosa esce e arriva agli altri, anche inconsapevolmente:-)
Poi mi sono imbattuta in questo video, il suono delle cose, più esattamente The Sound of Things, tratto dal libro di William Wondriska. Di più non vi dico, e non per pigrizia, ma per stimolare un po' di curiosità, sicuramente quella che devono avere avuto alla Corraini Edizioni per mettere la musica giusta alle pagine giuste e far esprimere le cose che diventano quindi animate, vive, escono dalla carta e rientrano nelle nostre orecchie come già fanno ogni giorno quando incontriamo il telefono, il treno, l'aero, le forbici... Bravi, semplice capolavoro di fusione tra immagini, font parlanti, suoni.
La prossima settimana controllerò i miei livelli di voce, proprio come si fa col peso, la pressione, la temperatura. Non per il gusto di misurare ma per quello di prendere nota di ciò che succede dentro e di cosa esce e arriva agli altri, anche inconsapevolmente:-)
lunedì 16 aprile 2012
Audiodramma, Kino im Kopf
Il fatto pubblico: Un audiodramma è molto diverso da un audiolibro. Mentre quest'ultimo consiste nella lettura di un libro, l'audiodramma è una produzione con tanto di voci, rumori, effetti di vario tipo. Una sorta di "cinema nella testa", "Kino im Kopf", che stimola la fantasia molto più del cinema stesso, della televisione o del teatro. Anche più ispiratore di un libro. Traduco al volo alcuni concetti espressi nel sito Redfruit.de di Marc Braun, non più aggiornato ma con una pagina dalla grafica nostalgica (l'header è la vecchia radio che segna le stazioni) dedicata proprio agli audiodrammi.
Il fatto privato: L'autore del sito ricorda anche che dietro l'audiodramma c'è sempre un lavoro di gruppo e che l'autore, appunto, non può non coinvolgere uno sceneggiatore, un regista, gli attori, il tecnico del suono, musicisti e un compositore. Ripenso all'audiodramma Parole in cuffia, produzione professionale e indipendente, e ringrazio chi ne ha fatto parte. Il lavoro che c'è dietro è veramente tanto, così come la soddisfazione nel realizzarlo.
Il fatto privato: L'autore del sito ricorda anche che dietro l'audiodramma c'è sempre un lavoro di gruppo e che l'autore, appunto, non può non coinvolgere uno sceneggiatore, un regista, gli attori, il tecnico del suono, musicisti e un compositore. Ripenso all'audiodramma Parole in cuffia, produzione professionale e indipendente, e ringrazio chi ne ha fatto parte. Il lavoro che c'è dietro è veramente tanto, così come la soddisfazione nel realizzarlo.
martedì 13 marzo 2012
Booktrailer, libro per immagini. E se fosse solo audio?
Il fatto pubblico: Scopro che il sito Tropico del Libro ha da poco inaugurato una nuova sezione, tutta dedicata ai booktrailer, cioè alle micronarrazioni per immagini e suoni del contenuto di un libro, spesso la sua anticipazione e per questo un'interessante forma di promozione editoriale.
Scopro quindi che la prima casa editrice in Italia a far realizzare un booktrailer è stata la Marsilio col romanzo Baciami Giuda di Will Christopher Baer e la piccola Orecchio Acerbo, specializzata in libri illustrati, tra quelle che l'hanno realizzato da sé. Ci sono poi corsi da seguire, concorsi a cui partecipare e perfino un Oscar da vincere. Ci sono riflessioni interessanti da condividere.
Il fatto privato: Un booktrailer non è solo un video, neanche solo virale, così si spera lo diventi. Bisogna leggere la storia, certo, entrare nel contenuto del libro e anche nello spirito e nelle intenzioni della casa editrice. La catena di lavoro e i lavori da svolgere sono questi: soggetto, sceneggiatura, riprese e regia, musiche e post-produzione. Mi piacerebbe cimentarmi con questo tipo di produzione, per due motivi: lavorare di sintesi e di creatività, lavorare a una parte che è parte di un tutto, iniziare da sola nel momento della lettura e scrittura e continuare a vedere come va a finire... E se il trailer fosse solo audio;-)?
Scopro quindi che la prima casa editrice in Italia a far realizzare un booktrailer è stata la Marsilio col romanzo Baciami Giuda di Will Christopher Baer e la piccola Orecchio Acerbo, specializzata in libri illustrati, tra quelle che l'hanno realizzato da sé. Ci sono poi corsi da seguire, concorsi a cui partecipare e perfino un Oscar da vincere. Ci sono riflessioni interessanti da condividere.
Il fatto privato: Un booktrailer non è solo un video, neanche solo virale, così si spera lo diventi. Bisogna leggere la storia, certo, entrare nel contenuto del libro e anche nello spirito e nelle intenzioni della casa editrice. La catena di lavoro e i lavori da svolgere sono questi: soggetto, sceneggiatura, riprese e regia, musiche e post-produzione. Mi piacerebbe cimentarmi con questo tipo di produzione, per due motivi: lavorare di sintesi e di creatività, lavorare a una parte che è parte di un tutto, iniziare da sola nel momento della lettura e scrittura e continuare a vedere come va a finire... E se il trailer fosse solo audio;-)?
venerdì 14 ottobre 2011
Quale cuffie scelgo?
Il fatto pubblico: Naxos Audiobooks è un’etichetta discografica di musica classica che pubblica anche audiolibri. Una sezione del sito è dedicata alla scelta delle cuffie, che non deve mai avvenire a caso. "Three important things to consider when choosing headphones for the spoken word" sono:
1. la comodità, soprattutto se si ascolta un audiolibro per lungo tempo, durante un viaggio.
1. la risposta in frequenza, cioè l'aderenza alla frequenza della sorgente. In pratica se riescono a tenere il più possibile gli alti e bassi del discorso.
3. la capacità di isolamento dal rumore d'ambiente.
Tutti i dettagli nella sezione Headphone Selection, colonna a destra. Il sito, le opere e anche questa sezione sono in inglese.
Il fatto privato: Lavoro in un open space. Con i pro e i contro dell'open space: le parole che si sovrappongono, le telefonate che certe volte si vorrebbe non ascoltare, i commenti a voce alta, le cuffie che non isolano perché costano poco e non sono quelle professionali. Eppure. Quando le parole, le telefonate, i commenti non ci sono mi sembra che manchi qualcosa che sa di famiglia, perfino di casa. Succede.
1. la comodità, soprattutto se si ascolta un audiolibro per lungo tempo, durante un viaggio.
1. la risposta in frequenza, cioè l'aderenza alla frequenza della sorgente. In pratica se riescono a tenere il più possibile gli alti e bassi del discorso.
3. la capacità di isolamento dal rumore d'ambiente.
Tutti i dettagli nella sezione Headphone Selection, colonna a destra. Il sito, le opere e anche questa sezione sono in inglese.
Il fatto privato: Lavoro in un open space. Con i pro e i contro dell'open space: le parole che si sovrappongono, le telefonate che certe volte si vorrebbe non ascoltare, i commenti a voce alta, le cuffie che non isolano perché costano poco e non sono quelle professionali. Eppure. Quando le parole, le telefonate, i commenti non ci sono mi sembra che manchi qualcosa che sa di famiglia, perfino di casa. Succede.
mercoledì 12 ottobre 2011
Libri, audiolibri, cuffie e un po' di vino
Il fatto pubblico: Era ora. Un portale italiano dedicato a informare sull'editoria. Tante le categorie attraverso cui sono raccolte, organizzate e riproposte le informazioni che vengono da questo mondo affascinante: agenzie letterarie, biblioteche, concorsi letterari, fiere del libro, riviste e blog letterari, offerte di lavoro, audiolibri... Il portale si chiama Tropico del Libro e propone un viaggio che non finirà mai. Il pay off è "chi legge trova".
Il fatto privato: Io ho trovato Tropico del Libro a Mal di Libri, la manifestazione di sabato e domenica scorsa al Forte Fanfulla, al Pigneto a Roma. Parole in cuffia era lì e loro, cioè i professionisti del settore che hanno messo su il Tropico, erano i miei vicini di stand: insieme abbiamo condiviso lettori e letture, ascoltatori e fotografi, anche una ciabatta multipresa e qualche sorso di vino;-) Quella che da domenica sto spulciando sul loro sito è la sezione dedicata agli audiolibri, che sembra non finire mai tanto è ricca. Bravi e grazie.
Il fatto privato: Io ho trovato Tropico del Libro a Mal di Libri, la manifestazione di sabato e domenica scorsa al Forte Fanfulla, al Pigneto a Roma. Parole in cuffia era lì e loro, cioè i professionisti del settore che hanno messo su il Tropico, erano i miei vicini di stand: insieme abbiamo condiviso lettori e letture, ascoltatori e fotografi, anche una ciabatta multipresa e qualche sorso di vino;-) Quella che da domenica sto spulciando sul loro sito è la sezione dedicata agli audiolibri, che sembra non finire mai tanto è ricca. Bravi e grazie.
martedì 2 agosto 2011
Fili d'erba in regalo per te
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| Fili d'erba, Laura De Luca |
Il regalo è personalissimo eppure vale per tutti. E' un fatto privato che corre il rischio di diventare pubblico, perfino di sconvolgere pur non servendo a niente, non essendo niente. Solo fili d'erba.
Non l'ho mai scartato subito - e leggendo ieri la sua storia penso di aver fatto bene - l'ho lasciato decantare un po' e l'ho gustato ieri sera quando non avevo nulla da festeggiare. Mi è piaciuto.
Le parole sono della giornalista e scrittrice Laura De Luca, appunto, la chitarra solista di Silvano Valci. Il resto, cioè la "web opera" è sul sito di Laura, dove ci sono anche altri bellissimi regali.
lunedì 25 luglio 2011
Dal giornale alla radio andata e ritorno
Il fatto pubblico: "Ogni settimana possiamo risvegliarsi". Inizia così ogni audiostoria del mensile E che Reset Radio trasmette corredata di un'essenziale biografia di colui o colei che racconta in prima persona e dell'autore e del fotografo che le storie hanno raccolto. "E" sta per Emergency e l'invito al risveglio ce lo dà Gino Strada.
Il fatto privato: Oggi ho riascoltato Amarsi nella taiga, audiostoria di E del 23 maggio scorso. Perché le cose belle non hanno scadenza.
martedì 31 maggio 2011
Documentari da ascoltare
Il fatto pubblico: Parte dopodomani l´edizione numero 29 del Bellaria Film Festival Doc. All´interno della manifestazione ci sarà Radiodoc, la prima rassegna dell´audiodocumentario.
Il programma prevede tre incontri: venerdì 3 giugno alle 15.00, sabato 4 giugno alle 10.00 e alle 15.00).
Durante gli incontri si ascolteranno diversi audiodocumentari presentati dagli autori. Inoltre, durante tutti i giorni del Festival, saranno a disposizione presso la biblioteca comunale di Bellaria alcune postazioni multimediali per l´ascolto individuale in cuffia di una più ampia selezione di documentari.
ll fatto privato: Gatti che litigano, gabbiani che gridano, perfino tartarughe che per accoppiarsi imbarazzano il vicinato: la natura si risveglia e i suoi suoni dovrebbero valere un documentario speciale.
sabato 28 maggio 2011
Storie ad alta voce, gesto della memoria
Il fatto pubblico: Da 2minuti e34'' Michela Murgia dice cos'è l'audiolibro e la lettura ad alta voce, un "gesto della memoria" che ti riporta alle storie della nonna. "Il libro lo chiudi quando vuoi, invece la voce dell'autore ti prende di sorpresa, perché tu quella cosa non l'avresti letta in quel modo, lui sì". E' una relazione in cui non sei tu a decidere, sempre e comunque. Potrebbe sembrare costrizione, invece è quasi liberatorio. Bisogna provare l'esperienza.
Il fatto privato: A costo di sembrare fan della stessa Murgia che ricordo sopra e di cui ho scritto qualche post fa, ancora un video in cui la scrittrice dà risposte sicure e convincenti al giornalista che le chiede se sia ancora necessario parlare di lavoro precario e di call center in particolare. A 4minuti e14''.
Sono le risposte che do anche io, con o senza parole in cuffia: no, non è ancora abbastanza parlare di lavoro, se ci sono ancora vite precarie. La letteratura non serve a niente, per questo può cambiare il mondo. Per questo bisogna continuare a scrivere di lavoro, non un pamphlet, ma un romanzo, finzione e quindi possibilità di smuovere le anime e le piazze, senza essere responsabile delle une e delle altre.
Il fatto privato: A costo di sembrare fan della stessa Murgia che ricordo sopra e di cui ho scritto qualche post fa, ancora un video in cui la scrittrice dà risposte sicure e convincenti al giornalista che le chiede se sia ancora necessario parlare di lavoro precario e di call center in particolare. A 4minuti e14''.
Sono le risposte che do anche io, con o senza parole in cuffia: no, non è ancora abbastanza parlare di lavoro, se ci sono ancora vite precarie. La letteratura non serve a niente, per questo può cambiare il mondo. Per questo bisogna continuare a scrivere di lavoro, non un pamphlet, ma un romanzo, finzione e quindi possibilità di smuovere le anime e le piazze, senza essere responsabile delle une e delle altre.
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