giovedì 14 luglio 2011

Suoni dalla preistoria

Il fatto pubblico: Ottava edizione del Festival della Mente di Sarzana, dal 2 al 4 settembre 2011. Il 4 settembre in particolare l'evento da segnalare è Suoni dalla preistoria, un "viaggio nel tempo per sperimentare e realizzare strumenti musicali inusuali, adoperando solo tecniche e materiali possibili nel Paleolitico e nel Neolitico. Un laboratorio di archeologia imitativa, interattivo e multisensoriale dove con ossi, foglie, frutti, conchiglie, e pelli sarà possibile sperimentare anche l’arte della musica primitiva".
A guidare l'incontro Edoardo Ratti, archeologo. Dura un'ora il laboratorio per ragazzi (i grandi no?) e costa 3,50 euro. Il primo incontro è alle 15.00.

Il fatto privato: Perché prendo ferie sempre nei giorni sbagliati? A Sarzana non potrò andare ma la sezione audio del "Festival della mente" con gli interventi ben ordinati per anno e poi per evento con tutti i microtesti del caso mi rincuora sempre un po'. Grazie.

martedì 12 luglio 2011

Ancora sul coraggio, finanza e cartoni animati

Il fatto pubblico: ieri gli investitori hanno comprato titoli italiani e poi titoli tedeschi, hanno approfittato del rialzo dei tassi di interesse sui titoli italiani (3%) ma non fidandosi dei Btp italiani hanno anche comprato i Bund tedeschi. Se la fiducia è un tema importante per chi ci presta i soldi comprando i nostri titoli di Stato per risanare il nostro debito pubblico, il coraggio diventa fondamentale per realizzare idee salva-Stato, come semplificare le procedure amministrative, ridurre i costi, finanziare le imprese giovanili.

Il fatto privato: la bambina che è con me a vedere nell'arena estiva il cartone animato Rapunzel si mette le mani nelle orecchie a ogni decibel di troppo, abituata com'è a vivere lontano dai rumori. Feci lo stesso la prima volta che andai al cinema: "Abbassate il volume!" avrei voluto dire, ma restai zitta con le mani vicino le orecchie, come ho fatto stasera con la bambina. Ci vuole coraggio a dire che è solo un cartone, che ci si abitua, che le canzoncine non fanno male, che è troppo impressionabile, che i bambini gridano di più. Ci vuole coraggio per farmi capire che il suono alto la disturba e la distrae dalla storia. Io la capisco, lei il coraggio se l'è preso, poi siamo andate a dormire. Intanto piazza Affari chiude in rialzo.

domenica 10 luglio 2011

Un po' di coraggio

"La connotazione del coraggio è praticamente già presente in ogni volontà di agire e di parlare, di inserirsi nel mondo e di iniziare una propria storia (...) Il coraggio e anche l'audacia sono già presenti nel lasciare il proprio riparo e mostrare chi si è, svelando ed esponendo se stessi".

                                                                    Hanna Arendt, Vita Activa.

mercoledì 6 luglio 2011

La tv delle ragazze (cresciute e forse più consapevoli)

Il fatto pubblico: E' una web tv che racconta le donne. La redazione è a Milano. L'intenzione è buona. Sarà online in occasione della manifestazione "Se non ora, quando?" a Siena il 9 e 10 luglio prossimi. La grafica semplice e i primi video pubblicati interessanti. Si chiama EsemplareTV.

Il fatto privato: Non mi piacciono le etichette, categorie, limiti e confini. Però mi piace un'altra possibilità, occasioni di incontro, anche se online, con temi, ritratti, news su di noi. Insomma, un contenitore a cui attingere in questo momento di difficoltà generale e di genere (maschile) in particolare. Torneremo sull'argomento;-)

domenica 3 luglio 2011

Per non perdere nemmeno una parola

Il fatto pubblico: Si svolgerà a Mantova da mercoledi 7 a domenica 11 settembre 2011 la quindicesima edizione del Festivaletteratura. Tra i temi importanti, lingua e identità, ossia il gioco che coinvolgerà tutti i partecipanti al Festival a portare, o segnalare via e-mail al sito della manifestazione, le parole intraducibili del proprio dialetto. Questa raccolta popolare di parole sarà visibile non solo sul sito internet ma anche durante il Festival su un "muro" che rappresenterà l'Italia e la sua ricchezza linguistica. Un momento di lettura collettiva di queste parole sarà poi condotto da Stefano Bartezzaghi.

Il fatto privato: Di ritorno da un viaggio in Austria porto con me lo sforzo e il divertimento di una bambina di tre anni che per comunicare con chi a scuola in Italia ha imparato l'Hochdeutsch (il tedesco standard) ha fatto di tutto per riuscire a mischiare le sue parole in dialetto con quelle che l'ex studentessa pronunciava come speaker televisiva e che a sua volta cercava di sporcare, mischiare, ascoltare con attenzione dalla figlia della sua amica. Il risultato è il confortante incoraggiamento a trovare il modo di dirsela tutta, di mettersi attorno a un tavolo, per terra, sul letto prima di addormentarsi e farsi raccontare le favole dai piccoli, per non perdere nemmeno una parola, come fanno a Mantova e come dovremmo fare sempre tutti. Che dite?

sabato 25 giugno 2011

Origami di carta e restauratori alla prova

Il fatto pubblico: Il fatto in sé non fa notizia, semmai notiziola leggera. E sul perché del "leggera" è presto detto, si tratta di carta. Leggera appunto, deperibile, capace di far polvere, rubare spazio anche se con un niente si può disfarsene. Eppure affascinante e addirittura flessibile.
Vedo su Wired.it un video di Matt Shilan al lavoro, mentre crea ciò che ha studiato al computer. Lui è un paper engineer, cioè un ingegnere della carta, e le sue creazioni sono opere d'arte.

Il fatto privato: Una mia amica ha partecipato a un concorso pubblico per un posto in un grande ente che si occupa di conti, numeri, grafici e tabelle. Tifo per lei, affinché abbia superato le prove. Mi auguro che altri restauratori facciano il loro mestiere, trovino chi glielo faccia fare.
Qualcuno fermi, per favore, la necessaria eppure ingiusta tentazione di lasciar andare via i sogni come fossero origami di carta. Quelli li fa Matt Shilan, quelli vanno bene.

Il suono della carta è bellissimo, avete prestato orecchio? Il video che Wired.it ripubblica inizia con pochi secondi di "nero" e il suono soltanto...

domenica 19 giugno 2011

Lo dice anche la Germania

Il fatto pubblico: Dice l'esperto che l'obiettivo dovrà essere "dare a ognuno la libertà di scegliere se lavorare poco o tanto in base alle proprie necessità". In una società armonica, "Wenig Arbeit und Wohlstand sind kein Widerspruch", cioè il poco lavoro e il benessere non sono una contraddizione. E la produttività legata alla tecnologia non fa disoccupazione ma garantisce proprio quella libertà di scelta che permette il riposo, lo svago, l'investimento di se stessi in altri settori e per altri scopi, il ricambio generazionale e occupazionale senza ricorrere a forme estreme e pericolose di flessibilità. Ecco perché i tedeschi possono permettersi di essere "fannulloni eppur benestanti", Faul und wohlhabend come titola e sottotitola (caso mai non fosse già chiaro il punto di vista che troveremo nell'articolo), Die Zeit a proposito dei lavoratori in Europa e nel confronto tra Germania e Grecia, per esempio.

Il fatto privato: Lo ammetto, quando si parla di lavoro mi faccio prendere la mano e poco importa se l'articolo sia scritto in italiano in tedesco o in altra lingua che riesco a capire: dentro devo metterci del mio e il discorso di un altro diventa pretesto per ribadisce le idee che mi sto formando nel tempo sull'argomento. Cattivo esempio di giornalismo, traduzione, etica professionale comunque, ma per me l'unico modo per assorbire quello che succede fuori e ridargli forma e senso, ovviamente i miei che, presuntuosa come l'articolo degli amici tedeschi, penso siano anche quelli giusti per tutti.